Perché, se si è consapevoli di questo, si dedica molto tempo ad allenare tanto gli aspetti fisici, tecnici e tattici, e poco o nulla i “muscoli” mentali, caratteriali, emozionali? Quanto tempo viene concretamente dedicato a sessioni di Mental Training in cui si insegna ad evitare autosabotaggi inconsci, ad utilizzare al massimo le proprie risorse, a gestire il proprio stato in tutte le condizioni possibili?
Posso parlare con cognizione di causa, essendo io stato un calciatore professionista di C1.
Mi sono avvicinato a questo mondo proprio perché nel periodo più delicato della mia carriera (tra i 18 e 22 anni) mi sarebbe servito un Mental Coach (come esiste ormai da tempo nei diversi sport individuali e di squadra nei paesi anglosassoni) che mi aiutasse a gestire le mie emozioni, i momenti di difficoltà, gli infortuni.. numerosi, tra l’altro! (sarà stato un caso?..solo ora capisco la parola “autosabotaggi”! a voi dice qualcosa?), a gestire i rapporti con i compagni, con la società, la famiglia, il pubblico, la stampa.. a gestire il pre-gara..e quant’altro!
Sono passati quasi 10 anni da allora, ma ancora si è fatto poco o nulla da questo punto di vista!
Quando sono stato negli Stati Uniti, ho scoperto che nel basket o nel football americano ci sono circa 4 o 5 “Mental Coach”… per ogni squadra!! Chiesi “Come mai?”.. “un atleta è come una macchina, tutte le sue componenti devono essere curate!..”un atleta professionista deve allenare i particolari, deve puntare alla perfezione dentro e fuori il campo!”..”la mente e le emozioni sono le fondamenta di qualunque risultato!”.. furono le risposte..
E in Italia?... C’è molto da fare! Forse lo scetticismo, forse la poca conoscenza, forse le remore e il timore (penso di più!) ad essere “etichettato” come “debole, problematico”, se non addirittura “malato” nel momento in cui ci si affida ad un esperto “mentale”, (confondendo il coach con uno psichiatra!!), portano alcuni sportivi e società ad avere ancora un pò di "resistenze",e a lasciare le iniziative ai più "avventurieri".
Una cosa è certa: quegli atleti (e/o squadre) che, più lungimiranti di altri, dimostrano flessibilità e apertura al nuovo, affidandosi al “Preparatore Mentale”, riescono a raggiungere, in tempi più brevi, i più alti traguardi, e soprattutto li mantengono nel tempo….
in attesa che, come è stato al tempo per il “preparatore atletico”, giunga presto il definitivo inserimento negli staff tecnici professionistici anche della figura del Mental Coach.…perché è la differenza che fa la differenza!!
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Lo aiuta e gli insegna ad utilizzare la propria mente come un vero “acceleratore di risultati”.
Lo sport coaching serve a:
- Definire in modo corretto obiettivi specifici, a breve, medio e lungo termine
- Sviluppare un atteggiamento mentale vincente e programmarsi alla vittoria
- Gestire in maniera efficace le proprie emozioni, e la propria concentrazione
- Imparare ad utilizzare il potere del focus mentale e del dialogo interno
- Saper gestire i momenti di difficoltà
- Gestire lo stress pre-gara, riscaldarsi mentalmente
- Trasformare la paura in coraggio
- Vincere convinzioni limitanti e crearne altre altamente potenzianti
- Migliorare gesti tecnici e alcuni colpi specifici
- Gestire un cambiamento (di categoria, di ruolo, di squadra, di allenatore, etc.);
- Evitare eventuali problemi di salute ed autosabotaggi inconsci,
- Ritornare al 100% dopo un infortunio
- Cambiare dei comportamenti indesiderati in breve tempo,
- Trovare un equilibrio tra vita privata e sportiva: rilassarsi e riposarsi al meglio dopo allenamenti e competizioni, ottimizzare il proprio tempo e le proprie energie;
- Gestire al meglio i rapporti con compagni, società sportiva, famiglia e Media
- Allenare quella differenza che fa la differenza!
Lo sport coaching si svolge attraverso incontri individuali di durata variabile a seconda della situazione, che si possono svolgere in campo come negli spogliatoi, in allenamento come nel pre-gara, sempre in base agli accordi presi Chiudi