Week-end a Potenza…
ottobre 22nd, 2007 . by Alessio SpataroVenerdi, dopo aver effettuato alcuni appuntamenti di “normale amministrazione†a Roma, sono sceso a Potenza con Rossella e suo padre. Dovevo, infatti, recuperare la mia auto, dato che la settimana prima l’ avevo lasciata dal meccanico per un problemino all’intercooler (evitate le battute..almeno per solidarietà nei miei confronti).
In questo wend ho avuto modo di abbinare un po’ di lavoro e un po’ di relax: sabato mattina ho infatti fatto una coaching con quella persona di cui ho già scritto (stiamo facendo un ottimo lavoro sia nelle aree Life che Business), e nel pomeriggio ho fatto un po’ di public relations con alcune persone. In serata invece sono andato a vedere la partita del Potenza Volley maschile, che milita nel campionato di B2. Buona partita, e bel risultato: 3-0 secco al povero Guidonia.
Nella squadra del Potenza ci sono due ragazzi con i quali, la settimana scorsa, ho avuto modo di fare delle belle chiacchierate, e.. da quella che doveva essere solo una prima conoscenza, sono uscite fuori subito delle mini-coaching di un’ora circa. Sono contento di averli conosciuti perchè entrambi sono delle persone straordinarie, sia per umiltà ed apertura mentale, che per simpatia.
E sabato sera sono andato a vederli giocare. Alla fine della partita, la persona che me li ha fatti conoscere (è il signore con cui sto facendo coaching), mi ha portato a bordo campo per farmi salutare i due ragazzi. Sono rimasto stupito (e, ovviamente contento) quando prima l‘uno e poi l’altro mi hanno detto: “Ti ho visto in tribuna, mi ha fatto piacere che sei venuto!â€â€¦ e l’altro: “Allora come pensi sia andato con la spalla? (la settimana prima avevamo fatto un po’ di lavoro sulla sua spalla sinistra che da anni lo infastidisce)..e come mi hai visto? Alessio, mi farebbe piacere se ci potessimo rivedere!â€. E’ inutile dirvi la soddisfazione che in quegli istanti ho provato.. e pensare che con ciascuno di loro ci siamo visti solo un’ora.
Adesso dovremo solo vedere se la società accetterà la proposta di quel mio amico di fare del Team Coaching con la squadra. In ogni caso, i due giocatori avrebbero una gran voglia di fare del Mental Coaching, ci credono tanto e conoscono i benefici che potrebbero avere.
Eccitato e soddisfatto mi sono rimesso in macchina pensando: “Meno male che ci sono le nuove generazioni!!!!”
Grande coach Ale!!!! Ti informo che uno tra i giocatori del Potenza è un materano…..è molto sorridente e con pochi capelli…chissà che non sia tra i due con cui hai chiacchierato…in ogni modo in bocca al lupo! Spero accettino l’accordo e richiedano il tuo lavoro di coach mentale….Un abbraccio forte, forte, forte
Ti ringrazio per le belle parole, anche se di quella chiacchierata nella mia mente non è rimasto niente, evidentemente, visto che in una sola serata sono riuscito a cancellare anche tutte le conoscenze di PNL e psicologia motivazionale. E adesso è baratro, profondo, molto profondo, e chissà come e quando riuscirò ad emergere.
Come si fa in questi casi? Si molla tutto, si cancella tutto e si fa finta di niente? Bò, ho provato a fare finta di niente, ma va sempre peggio. Adesso l’unico pensiero che affolla la mia mente è….mollare!
ciao Luigi.
Nello sport, come nella vita, ci sono dei momenti in cui ogni persona sente di aver raggiunto il baratro, e di non vedere più nulla. Si sente giù, bloccato, e cancella tutta le esperienze e tutte le conoscenze incontrate negli anni. Certo, può mollare tutto, abbandonare ogni cosa e fare finta di niente. Ma comunque sa che niente rimane per sempre, tutto passa, prima o poi passa tutto..perchè è così per ogni persona. E colui che è un campione, nello sport così come nella vita, lo sa. Sa che la cosa che resta e che deve prendere è l’insegnamento dietro ogni esperienza. E’ così che diventi un campione. Sai cosa hai fatto e cosa non hai fatto per ottenere dei risultati, e, soprattutto, ti impegni ancora di più per ri-emergere quanto prima.
Ti voglio salutare (sperando di incontrarti in questi giorni a Potenza) con una frase che una volta Joel Despaigne, il famoso Diablo, disse in un corso e che ricordo molto bene:
“La vita a Cuba era dura, molto dura, per me lo è stata fin da piccolo. Per questo, l’unica cosa che potevo fare era diventare un campione! Nella mia vita ho perso, ho vinto tanto, sono caduto ma sempre mi sono rialzato.. perchè potevo accettare qualunque cosa, ma non il fatto di mollare e non dare TUTTO CIO’ CHE E’ IN ME!… Questa, è, secondo me, la mentalità quando sei un campione!”