Il Mental Coach parla del Mental Coaching
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Sai creare “il tuo sentiero”?

luglio 16th, 2010 . by Alessio Spataro

E’ da pochi giorni finita la stagione 2009-2010 con la finale di Coppa del Mondo in Sudafrica vinta dalle “furie rosse” spagnole contro “gli orange” olandesi, e per alcune squadre italiane è già iniziato il ritiro pre-campionato per l’anno 2010-2011.

Tra le varie squadre che sono partite già ai primi di Luglio, c’è anche la Juventus, che, sicuramente, deve “recuperare” l’annata non proprio positiva appena conclusa. Parlando di Juve e dei giocatori juventini, spero proprio per loro che riescano davvero a ripartire alla grande e mettere da parte ciò che è andato decisamente male.

Dico questo perchè un errore tipico che da Mental Coach ho riscontrato e che sistematicamente riscontro in molti atleti con cui ho fatto Mental Coaching (professionisti e dilettanti), è quello di dedicare tempo, energie e “focus mentale” agli insuccessi passati!

Detto in maniera più spicciola, stanno a “rimuginare” su tutto ciò che è andato storto, su tutto ciò che avrebbero potuto fare ma che non hanno fatto, su tutto ciò che avrebbero potuto ottenere e che non hanno ottenuto!!!

Questo errore comporta in sè altri errori molto più negativi:

1. il giocatore, sicuramente non lo sa, ma nel momento in cui continua a pensare e a “rivedere” gli insuccessi del passato, non solo “ricicla” ulteriore negatività, insicurezza e apatia, ma sta involontariamente “condizionando” il suo inconscio all’insuccesso anche del futuro!

Perchè?… perchè sta creando, anzi, ritracciando all’interno della sua mente le famose “sinapsi” o “memorie mentali” come se fossero dei sentieri pre-impostati (non è un caso che vengano chiamate anche “tracce o mappe mentali”)!

Facciamo questo esempio: se tu vai in montagna o in un qualunque bosco, cosa ti viene istintivamente da fare..vai all’avventura e attraversi alla cieca ettari di piante alte 2 metri, dove non vedi niente oltre il tuo naso, oppure ti incammini direttamente lungo dei percorsi ben marcati (i classici sentieri di montagna)???
Penso che la risposta sia per molte persone ovvia e scontata!

Il punto però è:.. e se quei sentieri, anzichè portarci presso quelle mete a cui noi vorremmo arrivare (per esempio un lago, bello e rilassante, o un rifugio, caldo e sicuro), ci conducono da tutt’altra parte, per esempio dentro delle “sabbie mobili” o davanti un “dirupo verticale”, la cui sola vista ci fa letteralmente tremare le gambe????
Ecco il motivo per cui ci sono delle persone che sembrano “programmate al successo” (da qui la parola Programmazione Neuro Linguistica, PNL) e altre che non riescono ad uscire fuori dai momenti difficili, come se fossero davvero cadute dentro delle sabbie mobili!!!

NON SANNO CREARE I LORO SENTIERI VERSO IL SUCCESSO!

Beh, ormai ci sono innumervoli studi che hanno abbondantemente provato un aspetto fondamentale circa la possibilità per l’uomo di raggiungere o meno un determinato risultato: è la persona/l’atleta stesso che crea nella propria testa quei sentieri, quei “canali preferenziali” che conducono verso risultati positivi o, ahimè, a risultati negativi!
Tutto dipende dalle cose su cui più si focalizza e dal tipo di pensieri e di dialoghi interni che crea dentro di sè! (andremo ad approfondire questo primo punto nei prossimi post)

“NOI SIAMO LA SOMMA DEI NOSTRI PENSIERI!”

2. L’altro aspetto ulteriormente negativo, è che l’atleta, ripercorrendo nel tempo gli insuccessi del passato, potrebbe commettere l’errore di attribuire il fallimento a sè stesso, alla propria persona, alla propria identità e non a quei determinati comportamenti che sicuramente sono stati la reale causa di quegli insuccessi!

Questo è uno dei motivi per cui molte persone vanno ad indebolire, anzi, ad abbattere profondamente la propria autostima e la propria autoimmagine!
Il meccanismo (il dialogo interiore) che fanno scattare è: “io sono un fallito, io sono un incapace, io sono uno stupido, io non sono più in grado di…, io non sono come quell’altra persona là..”!
Magari un’altra persona, dopo aver commesso lo stesso errore, è più propenso a dirsi: “io ho sbagliato in quella determinata situazione, in quel determinato contesto, ma io sono comunque una persona in gamba!”..”mi sono comportato da stupido in quella situazione. La prossima volta so cosa dovrò fare e cosa non dovrò più ripetere”

Se ci rifletti bene anche tu, queste due tipologie di frasi hanno un impatto emotivo ed emozionale completamente diverso su di noi e sul nostro inconscio!

Compito del Mental Coach è proprio questo: affiancare l’individuo affinchè si alleni e si abitui, con delle tecniche di Mental Coaching e di PNL, a creare i propri “sentieri” che lo conducano, inconsciamente, alla peak performance e al raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi e stimolanti!
Al Mental Coach non interessa sindacare sulle cause dei mancati successi (quello lasciamolo agli psicologi o psichiatri), ma piuttosto interessa focalizzarsi e, soprattutto, far focalizzare il singolo giocatore ed il team verso “dove si vuole andare” e verso obiettivi specifici, misurabili e motivanti!!..in sostanza, fare in modo che si ulizzi la propria mente non come un freno ma come un acceleratore di risultati!!!

L’ulitizzo di “immagini mentali”, di “incantesimi potenzianti”, di àncore positive, di tecniche di concentrazione, di superamento di paure/fobie/insicurezze e tante altre cose che rappresentano il “come fare per”.. beh, lo vedremo nei prossimi articoli!!

Ti saluto con l’augurio che anche tu, possa imparare a creare il tuo sentiero verso le mete che più desideri!!!

Buon weekend a tutti! :-)

“Questione di mentalità…”.. a dirlo non è un Mental Coach ma Marcello Lippi.

giugno 24th, 2010 . by Alessio Spataro

Sono qui a scrivere, mentre ascolto in diretta la conferenza stampa di Marcello Lippi alla fine della partita Slovacchia-Italia: 3-2.

“… mi dispiace per non essere stato in grado di aver dato alla squadra la giusta mentalità per affrontare una partita così importante; mi assumo tutte le responsabilità perchè evidentemente non ho saputo preparare la squadra, non tanto dal punto di vista tecnico-tattico ma dal punto di vista psicologico.. non ho saputo dare le giuste motivazioni e toccare le corde giuste per motivare e stimolare questi giocatori..

“Si, è vero all’interno della squadra ci sono dei profressionisti importanti.. ma comunque sono sempre delle persone..
e se in passato sono riuscito a dare loro le giuste motivazioni, e trovare la giusta miscela, a questo mondiale non ci sono riuscito.”

E’, ovviamente, un Marcello Lippi decisamente dimesso e rammaricato che parla!

Ma è comunque un Lippi da ammirare per il fatto che (ormai l’ex) C.T abbia pubblicamente riconosciuto le proprie colpe e si sia assunto le proprie responsabilità. Rispondendo ad una domanda, dice con fermezza: “E’ sempre il capo che ha la responsabilità per i risultati di un gruppo. Come per il 2006 penso di aver dato un importante contributo alla conquista del titolo mondiale, ora, nel 2010, non sono riuscito a creare le giuste condizioni psicologiche.”

Vincenzo D’Amico, in studio, ribadisce: “Lippi sostiene che non ha saputo motivare la squadra” ..”..ma mica c’è bisogno che ad un Mondiale l’allenatore dia le motivazioni ai giocatori perchè un giocatore, soprattutto ad un mondiale, le motivazioni le deve avere già dentro!” (e allora cosa ci sta a fare l’allenatore??? :-) )

Su tutte queste parole (sia di Lippi che di D’Amico) ci sarebbe molto da dire..

Ad ogni modo ho voluto riportare queste parole solo perchè, ancora una volta, viene sottolineato quanto l‘aspetto mentale, psicologico e motivazionale sia determinante nel raggiungimento di una ottima prestazione.

Ma il punto è: se è vero che tutta la squadra si è allenata per un mese intero sia dal punto di vista tecnico, tattico e atletico, quanto si sono allenati i singoli giocatori dal punto di vista mentale?

Dai discorsi fatti da Lippi (“non ho saputo dare le giuste motivazioni”), si deduce che ancora si pensa (siamo nel 2010!) che sia sufficiente “motivare” i giocatori per farli rendere al massimo così come dalle parole di D’Amico è evidente la forte credenza che i giocatori debbano trovare le motivazioni dentro di sè: sì, è ovvio, un bravo allenatore dovrebbe essere anche un “bravo motivatore”, così come un bravo giocatore dovrebbe trovare gli stimoli dentro di sè, ma, come è accudato in questo mondiale, non sempre tutte queste cose si verificano…contemporaneamente!..

Lo dico più da ex-calciatore che da Mental Coach: purtroppo ancora oggi nel calcio ci si affida troppo alle capacità “naturali/innate” del singolo giocatore e troppo si spera che per quella determinata gara quel giocatore sia “in giornata”, si spera che, da solo e in maniera “spontanea”, quel giocatore trovi la giusta concentrazione e determinazione, si incrociano le dita e poi si spera, si spera e ancora si spera…

E’ un pò come dire: non alleniamoci fisicamente, tecnicamente e tatticamente, e poi speriamo che i giocatori corrano per tutta la partita, che siano precisi nei passaggi e che eseguano i giusti schemi con i giusti automatismi!!
Sarebbe davvero bello, ma penso che sia un pò improbabile che così facendo si possano ottenere dei bei risultati (a parte il famoso fattore CU..) :-)

Allora il punto è: Perchè ci si allena tutti i giorni?
Ci si allena per cercare di creare in partita quelle condizioni ottimali affinchè poi si giochi in maniera più organizzata e non ci si affidi troppo alla buona sorte! … CI SI ALLENA perchè “MA DAI…ALESSIO, E’ OVVIO CHE CI SI DEBBA ALLENARE” se vuoi tentare di vincere!

Eh già!! E’ OVVIO CHE CI SI DEBBA ALLENARE!!! :-)
“Come posso farmi trovare preparato al momento opportuno se non mi alleno prima?”

Questo lo si dà per scontato per gli aspetti tecnico-tattico-atletico, ma non, (per lo meno nello sport del calcio), per l’aspetto mentale e psicologico!

Ci si limita a dire “non sono concentrati, hanno paura, sono insicuri, stanno andando al 20% delle loro potenzialità!”

Ma, a maggior ragione in vista di determinate competizioni, dove ormai le squadre sono molto più “livellate” sul piano tattico-atletico che in passato, la vera differenza la fa l’aspetto mentale e motivazionale: ovvero l’abilità dei singoli giocatori di farsi trovare concentrati, sicuri e motivati, non per puro caso, ma perchè quella concentrazione, sicurezza e motivazione sono stati allenati e condizionati prima della gara con sedute di Mental Coaching specifiche!

Un occhio un pò più esperto e attento avrebe potuto “scommettere” fin dall’inizio sull’esito finale della partita… perchè c’erano tutti i segnali di una “morte annunciata”… (in verità i segnali “non verbali” erano evidenti sia all’inizio di questa partita ma nelle interviste dei giocatori di questi giorni c’erano molti molti segnali “verbali, para-verbali e non-verbali” altrettanto ben evidenti!).

Magari nei prossimi post vedremo che tipo di training mentale sarebbe stato opportuno fare per arrivare “un pò più preparati” in vista di una competizione tanto impegnativa (ribadisco) soprattutto dal punto di vista mentale e motivazionale!

Detto ciò, onore comunque a Lippi per il discorso fatto!

Domenech e la nazionale francese…

giugno 23rd, 2010 . by Alessio Spataro

Ancora non riesco a crederci..
un giocatore (Anelka) che nel bel mezzo di un mondiale viene mandato via;
una squadra intera, che nel bel mezzo di un allenamento, abbandona la seduta e si ritira negli spogliatoi;
il preparatore atletico che fa una sceneggiata in maniera plateale (venendo quasi alle mani con Evra e gettando poi il proprio fischietto a metri di distanza)
e per finire.. una partita persa (in modo indegno) dalla squadra contro la nazionale del SudAfrica.

Un bilancio a dir poco negativo..quello raccolto dalla nazionale francese ai mondiali di calcio in SudAfrica.

E, ovviamente, le domande nascono spontanee:

1. come è possibile che sia accaduto tutto ciò?
2. come è possibile che un allenatore abbia perso totalmente la leadership nei confronti dei propri giocatori?
3. o meglio, quanta leadership aveva conquistato Domenech sulla squadra? Era un leader o più un capo? E quanta capacità in termini di empatia, comunicazione, motivazione, creazione di una forte identità di squadra e senso di appartenenza ha dimostrato di avere il selezionatore francese?

Forse, può risultare, ora, fin troppo facile attaccare Domenech e le sue “comprovate” in-capacità!!..ma il punto della mia analisi vuole sottolineare un punto sostanziale: per quanto una squadra possa essere costituita da giocatori di altissima qualità tecnica, di grande forza fisica o di notevole velocità nell’eseguire azioni di gioco, e nonostante molti di loro avessero già molta esperienza alle spalle avendo partecipato a campionati importanti e a competizioni internazionali sia di club che di nazionale, non potrà mai raggiungere alcun traguardo ambizioso se all’interno del team stesso vengono meno gli “ingredienti” che possano “trasformare” un insieme di persone in una vera e propria squadra!

Senza ombra di dubbio l’aspetto mentale, motivazionale e relazionale sono di fondamentale importanza nel raggiungimento di un qualsiasi risultato: non superiore, ma sicuramente è di pari importanza rispetto alle componenti “abilità tecnica”, “preparazione tattica” e “preparazione atletica”.

Non ci può essere alcuna “peak performance” (prestazione di successo) se un atleta o un team intero non hanno la capacità di gestire i momenti di difficoltà, di mettere da parte eventuali “tensioni interne” (che possono inevitabilmente nascere in un qualsiasi gruppo), e focalizzare/indirizzare la propria concentrazione al momento opportuno sulle cose veramente importanti, sviluppare un forte senso di appartenenza e di attaccamento “alla maglia”,

E per questo, prima di ogni cosa, è importante che l’allenatore sia un vero leader che sappia guidare con autorevolezza i propri giocatori verso obiettivi comuni, che sappia creare con loro un clima di complicità, di responsabilità, di motivazione e determinazione ma, contemporaneamente, di entusiasmo, serenità e, perchè no, di sano divertimento!

Più volte ho detto che un bravo allenatore di una squadra è un pò come un direttore di orchestra: nonostante i singoli componenti siano dei veri professionisti, dei musicisti in grado di suonare ad occhi chiusi i propri strumenti, hanno comunque bisogno di un “riferimento” che li sappia guidare e coordinare, di un leader che sappia tirar fuori il meglio da loro affinchè si possa creare quella melodia e quella armonia che solo “l’insieme degli strumenti” può dare!

Cosa succederebbe se tutti quei musicisti andassero ognuno per i fatti propri? che musica uscirebbe fuori se oguno di loro leggesse uno spartito di musiche diverse?

Beh, una squadra di calcio è proprio come un’orchestra: non ci può essere una vera sinfonia senza un grande direttore d’orchestra!

Forse Domenech non solo si è dimenticato gli spartiti a casa, ma ha completamente perso di vista i motivi per i quali i propri “musicisti” avrebbero potuto dare il meglio di sè!

Che Domenech forse, avrebbe avuto bisogno di un Mental Coach? :-)

Lascia un tuo commento e fammi sapere cosa ne pensi.. :-)

Alla prossima..
Alessio

Un pò di storia sul Mental Coaching…

maggio 31st, 2010 . by Alessio Spataro

La crescente e rapida diffusione di esperienze di coaching nei contesti di lavoro, personali o sportivi, ha creato negli ultimi anni una grossa curiosità attorno al mondo del Mental Coaching, mista alla voglia di capire in che cosa consista davvero questo insieme di attività.
Il coaching nasce, in primo luogo, come un servizio di consulenza esclusivo per le persone che operano in posizioni importanti per una organizzazione, ma, soprattutto negli ultimi anni, è diventato qualcosa di più. E’ ormai divenuto uno straordinario strumento di crescita e miglioramento caratterizzato da un insieme di tecniche finalizzate ad aiutare la persona a migliorare la propria prestazione, a motivarsi all’impegno, a sviluppare competenze professionali o personali e a potenziare la consapevolezza di possederle.
Il Mental Coaching trae l’ispirazione iniziale da pratiche proprie dell’ambito sportivo, arrivando nel mondo del lavoro e in ambito personale, condividendo in qualche modo il raggiungimento di obiettivi di eccellenza e di miglioramento delle prestazioni.
Infatti, il coaching si diffonde negli Stati Uniti degli anni ’50-’60, quando gli allenatori sportivi, i coach appunto, capirono l’importanza e la necessità, oltre l’addestramento fisico dell’atleta, di un approccio più completo, che includesse anche “allenamenti” sugli aspetti mentali ed emozionali. Il coach è così la figura che aiuta il campione a:
- sviluppare le sue competenze, dall’allenamento fisico alla preparazione mentale;
- gestire meglio lo stress e le emozioni;
- stimolare la sua motivazione;
- predisporsi al meglio per la gara;
- ottimizzare le sue performance attraverso un accompagnamento multidimensionale che unisce corpo e spirito.

Il boom che il coaching ha avuto anche in Italia negli ultimi 10 anni è dovuto al fatto che ormai un qualsiasi individuo, oltre a dover rispondere alle esigenze di ordine tecnico di un lavoro, è sempre più spinto anche verso competenze di natura relazionale ed emozionale, per le quali spesso si trova non preparato, ma che sono indispensabili alla creazione di un valore aggiunto per sé e per gli altri. Oggi più che in passato può risultare importante per un individuo sviluppare a pieno le proprie competenze e il proprio potenziale, mantenere un equilibrio tra sapere, saper fare e saper essere.

Il processo di accompagnamento attuato dal coaching intende fornire alcune risposte a questa ricerca affinché la persona possa raggiungere un soddisfacente punto di equilibrio.

Il Mental Coaching…

maggio 21st, 2010 . by Alessio Spataro

Sono sempre più numerose e “specifiche” le domande che oggigiorno le persone si pongono circa il Coaching Mentale, la PNL, le loro applicazioni e il mondo della crescita personale in genere.

A partire da questo post, vorrei creare una presentazione approfondita sul ruolo del Mental Coach e sul Coaching Mentale, sulle sue origini e, soprattutto, sul suo attuale utilizzo come strumento verso la“peak performance” nelle aziende (business e executive coaching), nella sfera privata di una persona (life coaching), ed in ambito sportivo (sport coaching).

Dato che ci sono, ad ogni modo, ancora dei dubbi su alcuni aspetti, mi preme chiarire, in particolare, gli obiettivi e gli argomenti su cui il Mental Coaching interviene, le sue modalità ed i suoi tempi di attuazione, ed il tipo di rapporto che si instaura tra i protagonisti del coaching mentale: il “Mental Coach” ed il suo cliente, il “coachee”.
Nel nostro “viaggio” sul Mental Coaching, infine, andremo a parlare anche dell’evoluzione del servizio di coaching che c’è stato negli ultimi anni e, in particolare, del tipo di rapporto del coaching con i nuovi media.
Faremo un rapido excursus dei nuovi media che strada facendo si sono inseriti nel mondo del coaching e perché no.. mi piacerebbe condividere con tutti voi come “i nuovi media” siano stati utilizzati nella mia esperienza e attività lavorativa.. (lo devo ammettere, non ne sapevo molto!).


(mi preparo ai monitor di Magny Cours per assistere un pilota di GP2)

Insomma, come tutte le attività che vogliono rivelarsi di successo e garantire determinati risultati ai propri clienti, anche (anzi, direi, a maggior ragione) il Mental Coaching deve dimostrare di essere sempre al passo con i tempi e parlare la lingua che più viene utilizzata!

Rimanete sintonizzati..perchè conoscerete tante cose nuove e molto interessanti!

Buon week end a tutti.

Il Mental Coach…

maggio 12th, 2010 . by Alessio Spataro

Negli ultimi anni il fenomeno del coaching ha avuto un vero e proprio “boom”.

Forse sarà il fascino del “ruolo del coach”, il richiamo della “libera professione”, il desiderio di importanza e l’opportunità di poter diventare un riferimento per qualcun altro.

Ad ogni modo, oggigiorno si sente sempre più parlare di coaching e del Mental Coach.

Ormai sono davvero tanti gli ambiti in cui il Mental Coach può esercitare la propria competenza:

lo Sport Coaching, il Business Coaching, il Life coaching, il Team Coaching, il Learing Coaching (per poter migliorare le proprie capacità nello studio e nell’apprendimento in genere)..
Insomma ormai della parola “coach” se ne sta facendo un abbondante utilizzo (se non abuso).. (vedi “voice coach”, “shopping coach”, ecc ecc… )

Se da una parte il marketing porta a questo fenomeno, dall’altra non si può dimenticare il fine ultimo che ogni VERO COACH, dotato di ampie conoscenze, grande esperienza e, non ultimo, grande senso etico, deve sempre tener presente: la crescita ed il miglioramento delle persone.

Un coach che non metta al primo posto questo obiettivo fondamentale, non può essere considerato un buon Mental Coach.

Ecco perchè è di assoluta importanza cercare, informarsi, testare e (solo alla fine) selezionare quel Mental Coach che più di tutti ha conquistato appieno la nostra fiducia.

Cosa dobbiamo ricercare in un buon Mental Coach?
Senza alcun dubbio, queste carattersitiche:
- empatia (ovvero una grande capacità di ascolto e di saper entrare in sintonia con chiunque)
- grandi capacità comunicative, (del resto, come potrebbe insegnare ad altre persone a migliorare nella comunicazione e nella capacità di relazionarsi con l’esterno se non ne è lui il primo BUON esempio?) :-)
- competenza e professionalità, (conosce in maniera approfondita le tecniche di coaching, di PNL, di NAC, di NEI..o altro?)
- uno “smisurato entusiasmo” e “una infinita passione” per il proprio lavoro, ma, soprattutto…
- totale e sincero interesse verso la persona e un incondizionato amore per la sua crescita personale, professionale e/o sportiva.

E’ comprensibile che siano qualità difficili da trovare (di solito è già difficile trovarne solo alcune in un’unica persona, figuriamoci tutte insieme!!!), :-) … ma non impossibile.
Fortunatamente ci sono tanti professionisti del coaching mentale che, nonostante non avessero inizialmente tutte queste qualità, negli anni hanno saputo sviluppare anche quelle di cui mancavano.. dimostrazione che nessuno “nasce imparato” ma che volere è potere!.

Voglio salutarti con un semplice messaggio:
“Tutto si può acquisire e raggiungere se sviluppi dentro di te una STRA-ORDINARIA determinazione e una INCROLLABILE perseveranza!!!”

Parola di coach!!!

Nei prossimi post parleremo in particolare delle caratteristiche del Mental Coach in ambito Sportivo!

Bilanci e ripartenze: Coaching e calcio!

gennaio 5th, 2010 . by Alessio Spataro

Dopo una lunga e rilassante pausa..(sono stato a Carrara con la mia famiglia e con il mio splendido nipotino di 5 mesi) con questo lunedi ho ri-iniziato ufficialmente il 2010!

Ogni anno, in questo periodo, tutti fanno un bilancio dell’anno appena finito.
Il mio, a livello personale, lo definirei “rivoluzionario”: in primis, il cambiamento di città, i traslochi, i conitinui viaggi Roma-Potenza, la conoscenza di nuove persone (e nuove abitudini), la programmazione del mio matrimonio (eh già, nel 2010 mi sposo!) e il ritorno a vecchie passioni sportive: nel 2009, infatti, ho coronato un mio grande sogno che ho sempre avuto da quando ho smesso di giocare a livello professionistico. Ho partecipato al corso da allenatori di calcio di I livello (e l’ho concluso come primo classificato) e pochi mesi dopo una società sportiva mi ha chiamato per allenare tutta la scuola calcio (dai 5 ai 10 anni) e la squadra della categoria “esordienti” (11-12 anni).
Questa è per me una vera e propria passione che vivo come un hobby/ dopo-lavoro e che, nello stesso tempo, mi permette di ri-vivere “il campo da calcio” ancora sotto un’altra veste: dopo quella di calciatore professionista e poi di Mental Coach (di dilettanti e di professionisti), a quella di allenatore..(per ora a livello dilettante, poi in futuro..chissà!)..

Ad ogni modo questa esperienza rappresenta per me un “veicolo” che soddisfa molti dei miei “bisogni e valori”: varietà e sicurezza/certezza, importanza e amore/unione, crescita e contributo..e che, seppur fatto per hobby e divertimento, mi permette comunque di trasmettere ai miei giovani atleti le altre mie grandi passioni quali il coaching mentale, l’attegiamento positivo e la motivazione.

A livello professionale, devo dire che è stato davvero un anno positivo, perchè, nonostante abbia cambiato città, sono riuscito subito ad inserirmi e a farmi conoscere anche in Basilicata.
Ho fatto corsi sulle tecniche di memoria e lettura veloce sia in alcune scuole che per privati, a livello aziendale ho fatto corsi in diverse realtà locali e nazionali su comunicazione e PNL, Vendita e Public Speaking, motivazione e leadership personale, Team-Building, ho fatto Life coaching e Sport Coaching: nel basket a Ruvo di Puglia, prima con le giovanili e poi con la B1, nella pallavolo a Potenza, a Roma ho lavorato nell’automobilismo con due nuovi piloti e nel golf con due semi-professionisti, nel calcio con alcuni giocatori (professionisti e dilettanti).. (non posso dire altro!)
E che dire della bellissima esperienza come opinionista di coaching sportivo in una TV locale..

Dico queste cose non per autocelebrarmi ma per dimostrare che quando ci sono impegno, determinazione e passione, gli obiettivi e i risultati si raggiungono comunque.
Proprio un anno fa molte persone mi dicevano: “ma resta a Roma, guarda che giù al sud è molto più difficile far conoscere il coaching e la formazione motivazionale..”

Beh, devo dire che la sfida da affrontare è stata dura ma comuque è stata superata e vinta!
Esattamente un anno fa scrivevo un post sugli obiettivi per il 2009.
Mentre lo scrivevo, ricordo bene che avevo già in mente gli obiettivi sui vari fronti che avrei voluto raggiungere..
Ad un anno di distanza posso dire che molte di quelle “mete” sono riuscito a raggiungerle..(non tutte quelle che avrei voluto, ovviamente!!). Ora, come sempre, mi focalizzerò sulle nuove e farò di tutto per alzare ancor più gli standard, miei e delle persone che mi circondano!
Tra i miei prossimi obiettivi ci sono sicuramente il coaching su più fronti e il calcio!!
Ho già delle cose in pentola veramente interessanti e non vedo l’ora di svilupparle appieno!

Ciò detto, nel guardare alla strada fatta lungo tutto il 2009, il mio pensiero non può non andare a quelle persone che hanno vissuto (e tuttora vivono) delle grosse difficoltà: ci tengo a chiudere questo mio post con un sincero e sentito augurio a tutte quelle persone che hanno perso un lavoro, alle famiglie dell’Abruzzo che sono state colpite dal terremoto, a tutti quei popoli nel mondo che hanno vissuto e vivono ogni giorno nel terrore della guerra.

Spero proprio e auguro di cuore che il 2010 possa dare la serenità e la pace a tutti loro.

Un caloroso abbraccio,

Alessio.

La Programmazione Neuro Linguistica

dicembre 15th, 2009 . by Alessio Spataro

A volte, alcune persone mi chiedono:”Alessio, ma come nasce la PNL”?..
Beh, con questo post cercherò di dare una risposta a questa domanda..

Sotto il termine PNL o NLP (dall’originale Neuro Linguistic Programming) si intende una categorizzazione di tutta una serie di strategie, definizioni e principi facenti capo al mondo della comunicazione e della psicologia moderna; è una disciplina che indaga e studia i meccanismi che regolano il comportamento umano. La PNL nasce negli anni ‘70, nell’Università di Santa Cruz in California, grazie alle intuizioni di due grandi personaggi: il professore di linguistica John Grinder e lo studente di matematica Richard Bandler.
Bandler e Grinder hanno avuto l’intuizione originale di volgere l’indagine psicologica verso la ricerca “dell’eccellenza” piuttosto che verso la patologia. In altre parole, Bandler e Grinder si dedicarono a osservare e studiare tutta una serie di individui che, nei rispettivi campi, ottenevano risultati straordinari per poterne apprendere le strategie di comunicazione e comportamento e, da esse, trarre modelli (linguistici e comportamentali) di prestazione ottimale da poter poi riprodurre e insegnare.
In particolare dedicarono gran parte del loro tempo all’osservazione e al “modellamento” di famosi psico-terapeuti dell’epoca, Milton Erickson, Virginia Satir e Fritz Perls.
La PNL, quindi, esamina l’effetto del linguaggio sulla nostra programmazione mentale e sulle altre funzioni del nostro sistema nervoso. Si interessa anche di come la nostra programmazione mentale e il sistema nervoso plasmano e influenzano il linguaggio (verbale, para-verbale e non-verbale).
Ecco i motivi per i quali si dice che la PNL è “lo studio dell’eccellenza soggettiva ”, che l’essenza della PNL è il MODELLAMENTO, ossia il prendere un modello di eccellenza e scoprire specificamente cosa fa (con il cervello e il corpo) per produrre un determinato risultato. La PNL è straordinariamente grande perché ha sistematizzato un insieme di interventi che permettono di ottenere e far ottenere incredibili risultati in maniera veloce ed efficace negli ambiti della comunicazione, della gestione delle emozioni, della autostima e motivazione.
In origine Bandler e Grinder avevano studiato questi modelli di comunicazione, di straordinaria forza ed efficacia, in ambito terapeutico. Ma da lì a poco capirono che questi modelli potevano essere applicati ad altri campi della comunicazione umana, nei settori dell’industria e commercio, nelle vendite e trattative, alle attività legali e all’istruzione, alle diverse discipline sportive.

Oggi, la PNL è ormai riconosciuta come “strategia di cambiamento” assolutamente efficace e veloce. Un mental coach che voglia ottenere e far ottenere dei risultati non può non studiare e applicare (continuamente) questa straordinaria risorsa che “i geni” Bandler e Grinder ci hanno regalato.
Grazie a percorsi come il PRACTITIONER e il MASTER PRACTITIONER in PNL, oggi tutti possono imparare e impadronirsi delle tecniche di PNL.

Modelliamo Valentino Rossi…che grande!!

ottobre 27th, 2009 . by Alessio Spataro

Domenica mattina mi sono svegliato di buon’ora per vedere la MotoGP..
Non volevo perdermi una gara decisiva che poteva essere decisiva in ottica campionato: e così è stato!

C’è stata l’ennesima impresa di Valentino Rossi.

Oltre ad avere molta simpatia nei suoi confronti, ho molta stima ed ammirazione verso il Vale nazionale (anzi mondiale!).

Mi piace vederlo in gara, come studia traiettorie e avversari, ma soprattutto mi piace ascoltare le sue interviste, perchè dalla sue parole emerge sempre una incredibile mentalità, una voglia e una determinazione che solo i campioni hanno.
Sarà un caso che abbia vinto il suo NONO mondiale??
Sorrido con ironia quando gli dicono che è fortunato: forse grazie alla fortuna puoi vincere un mondiale (grazie ad una combinazione di cose), ma nove!!??
Vale, penso incarni la vera mentalità che punta sempre all’ECCELLENZA, cioè a dare sempre e comunque il meglio di sè, e a tirar fuori il meglio dal team e dalla moto.
Quando altri sono in difficoltà, sono subito pronti a rimarcarlo (“la moto non va…”, “ci sono problemi nel team..”) e così hanno scuse pronte…Vale no, anzi, dalle difficoltà sembra proprio trarre ancora più stimoli e motivazione, nelle difficoltà sembra trovare quella carica ed energia indispensabili per vincere.

La PNL studia l’eccellenza, studia tutti quei campioni che in qualunque contesto ottengono risultati straordinari (= fuori dall’ordinario). E ormai in molti sanno cosa siano i “modelli linguistici”, e quanto le parole siano delle vere e proprie etichette che le persone mettano agli eventi.
In questo la PNL (ed il coaching) ribadiscono che non si deve parlare di “problemi” ma di “sfide”, non di “provare/tentare” ma di “fare!”. Bè, ascoltate attentamente Vale, perchè in questo è un vero campione da modellare!!
Ha sempre un linguaggio incredibilmente positivo (e contagioso!!), in ogni discorso (almeno tutti quelli che io ho ascoltato personalmente) ha sempre utilizzato termini positivi e potenzianti, e ha sempre concluso con un parole e “focus” ben orientati a trovare le soluzioni e a raggiungere il massimo risultato.
E anche quando ha sbagliato, dandosi personalmente e pubblicamente del somaro, ha dimostrato una grande abilità di auto-ironia, una grande abilità di auto-ristrutturazione e auto-motivazione, insomma una grande voglia di riscatto immediato (senza crucciarsi troppo sull’errore commesso!).
Linguaggio e mentalità da campioni, linguaggio e mentalità da ascoltare, osservare e modellare!!

Ascoltate una veloce intervista (e la sua auto-ironia)

Vale sul palco

e poi rifatevi gli occhi con:
1
Attenti al SOMARO

e 2
Sorpasso a Lorenzo

Che dire..Grande Vale!!!

Sport Coaching con il pilota…

ottobre 14th, 2009 . by Alessio Spataro

Domenica e Lunedi sono stato a Roma.
Non certo per passeggiare in centro (anche perchè c’è stato un vero e proprio nubifragio), ma per fare due coaching “full immersion” con un giovane pilota di Formula3 Italia.
Abbiamo messo “solo” delle basi ad un percorso di coaching che ci vedrà coinvolti per tutta la prossima stagione.
Come prima cosa, in occasione dell’ultima gara di questo campionato, abbiamo fatto un lavoro soprattutto nella “ristrutturazione” di questa annata che, purtroppo, non è andata benissimo, ed abbiamo fatto un importante lavoro di condizionamento sull’atteggiamento, sulla mentalità e sulla determinazione da avere da qui in avanti.
I ragazzi che corrono nelle formule minori non solo sono piloti molto giovani (e quindi con poca esperienza nella gestione delle pressioni), ma spesso sono condizionati (o meglio, si fanno condizionare) nelle emozioni e nella testa da tutto ciò che sta loro attorno: da ciò che dicono i genitori, i meccanici, gli ingegneri, il manager..e non per ultimo, gli “imprevisti” che la monoposto e tutte le sue componenti meccaniche possono presentare in qualsiasi momento.
E’ in questo che l’automobilismo si differenzia da altri sport: la componente non umana, cioè la meccanica.
Quindi da una parte si deve “imparare ad accettare” eventuali guasti o rotture che esulano dalle capacità dirette del pilota, ma dall’altra lavorare comunque sull’aspetto mentale che inevitabilmente ha un aspetto preponderante (assieme alla preparazione atletica) nel raggiungimento di elevate prestazioni.
Da questo punto di vista, con il giovane pilota in questi due giorni ho cercato di dare forti stimoli motivazionali, e soprattutto abbiamo creato insieme un efficace e produttivo “rituale” nella preparazione del pre-gara.
Come molti sportivi sanno, la “fase di attesa alla gara” è vissuta in maniera molto intensa ed è per questo che, nel bene o nel male, può risultare determinante in ottica del risultato finale.
(Ad ogni modo spiegherò meglio nei prossimi post questo aspetto).
Inoltre abbiamo creato (e condizionato al massimo) la strategia per come entrare, man mano che ci si avvicina alla qualifica o alla gara, ad uno stato emozionale “di eccellenza”, ad un vero e proprio “peak state” straordinario. Mamma mia, che lavoro, semplicemente esilarante!! Mentre guidavo la coaching, non immaginate che livello di energia sentivo, e quanta energia c’era nella stanza!! Emozionante, anzi elettrizzante!!!

Sono davvero contento per il tipo di lavoro fatto, soprattutto per come il giovane pilota si è lasciato andare, fidandosi ed affidandosi totalmente. Questo è il modo migliore per creare un’ottima sinergia!

Che dire, le basi sono state messe: ora c’è da condizionare il lavoro fatto caro pilota, e non sai quante altre cose strabilianti ti aspettano nelle prossime coaching!

Fai un gran weekend, e un grosso in bocca al lupo!!

Weekend festivo di Golf Coaching e Corso..

maggio 4th, 2009 . by Alessio Spataro

Che stupendo weekend!!!

Approfittando del ponte del 1°Maggio, sono salito a Roma per incontrarmi con Roberta ed una sua cara amica!
Roberta ha fatto il corso di memoria con me circa 4 anni fa, e da allora si è creato un bel rapporto di amicizia ed anche di coaching personale.
Con lei, infatti, ho avuto modo di fare del coaching sia in ambito “life”, che in ambito “sport”, e devo dire che le soddisfazioni che mi ha dato sono davvero tante!
Roberta è sempre stata una appassionata di bowling, e da quando abbiamo iniziato il percorso di coaching, non solo è diventata una giocatrice professionista ma è arrivata addirittura agli Europei. Wooow!
E adesso si è data anche al golf. Venerdi e sabato sono stato con lei presso un bellissimo Golf Club di Roma, dove ho conosciuto anche una sua amica, Pina. Con loro ho fatto un pò di coaching e poi siamo andati subito in campo dove le ho seguite per 8-9 buche: ragazzi, è stata una esperienza a dir poco straordinaria!! E conto proprio che si ripeterà molto presto.

E per chiudere il weekend “festivo”, domenica sono tornato a Potenza per tenere un corso di vendita/marketing presso una azienda estetica di Potenza. Anche qui. tutto è andato molto bene e le 12 dipendenti che avevo in sala sono rimaste molto contente ed entusiaste!

Bhè..che dire..un weekend festivo che mi ha dato un sacco di belle soddisfazioni..un weekend assolutamente rigenerante!!!

Sport coaching: “per fare una bella torta, ci vogliono gli ingredienti giusti..e in più..”

febbraio 14th, 2009 . by Alessio Spataro

Prima di parlarvi di un argomento a me tanto caro, chiedo venia se sono stato “latitante”… ma capirete il perchè appena vi dirò della settimana scorsa.
Da Martedì a Venerdì ho fatto dello Sport coaching con una squadra di Basket vicino Bari , Venerdì sera ho tenuto un workshop di memoria davanti a 50 persone, Sabato ho tenuto un seminario all’interno di una azienda sullo sviluppo delle abilità personali e professionali nel mercato attuale.E domenica..riposo?? Neanche per sogno!! Torno dalla squadra di basket, per dare il mio contributo per la partita contro la prima in classifica..(non potevo non esserci!).
E qui vengo al punto!!
La partita in sé è stata molto bella ed intensa: i ragazzi sono scesi in campo con un atteggiamento straordinario, hanno messo in pratica le cose fatte in settimana, ma, soprattutto, hanno giocato da vera squadra!! E quando ci sono questi ingredienti il risultato non può che essere positivo..anzi, direi schiacciante: +27 punti alla prima della classe!!! Per chi non sapesse nulla di basket.. è come se nel calcio una squadra avesse vinto con 5 o 6 reti di scarto!!
Straordinario!!! Ancora una volta, la dimostrazione che se la mente venisse allenata nella giusta maniera, potrebbe far fare cose incredibili e far ottenere risultati inimmaginabili! Come si spiega altrimenti il fatto che una stessa squadra perda le ultime due partite (di cui la domenica precedente persa contro l’ultima in classifica di quasi 30 punti!!), e vada poi a vincere contro la prima (con uno scarto di quasi 30 punti)???
Non ci può essere risultato positivo se la mente è focalizzata sulle difficoltà, se le emozioni predominanti sono la sfiducia, l’insicurezza, la paura (di sbagliare piuttosto che del giudizio altrui), se la concentrazione è assente e se la motivazione, la determinazione e lo spirito di squadra sono sotto terra!!
E la domanda (tipica!)può sorgere spontanea..”Alessio, mi vuoi dire che in soli 3-4 giorni può avvenire un simile, radicale cambiamento?”..
Il coaching mentale e la PNL hanno questo di straordinario: portano al miglioramento in pochissimo tempo e, soprattutto nello sport, il risconto è immediato!
Come è possibile?? Chi conosce la PNL sa che la mente “codifica” una qualsiasi esperienza in una certa modalità, attraverso i nostri cinque sensi. È in funzione di questa realtà “soggettiva” che creiamo il nostro sistema di valori (abbiamo cioè una scala gerarchica di cosa è per noi più importante nella vita) crediamo determinate cose circa noi stessi e circa il mondo, ci comportiamo in un determinato modo, e otteniamo determinati risultati.
Cambiando o modificando la “struttura” soggettiva si possono di conseguenza modificare i nostri risultati.
E’ un po’ come fare una bella torta: servono gli ingredienti giusti, i dosaggi giusti, e le sequenze giuste!
Bisogna “solo” conoscere cosa va fatto e come va fatto!!
E la torta è pronta!!

Un saluto “volante” a tutto il gruppo..

gennaio 22nd, 2009 . by Alessio Spataro

..Finalmente stamani riesco a fermarmi un attimo e posso scrivere due parole sul blog.
Questi giorni, infatti, sono stati molto intesi: corso in azienda, trasmissione televisiva per parlare di Coaching Sportivo, una sessione di Personal Coaching e per finire, ieri, un workshop sulle tecniche di memoria.
Ma aldilà degli impegni, questo post lo voglio dedicare al bellissimo gruppo di “commerciali” del Sud Italia, con i quali ho passato una Domenica ed un Lunedì a dir poco entusiasmanti! Due giorni “full-immersion” dedicati alla comunicazione e PNL, all’atteggiamento mentale ed alle credenze ma soprattutto al divertimento!!
In particolare, tutta la mattina del secondo giorno l’abbiamo dedicata a delle belle e divertentissime prove pratiche di team building, problem solving e leadership personale, in cui tutti i partecipanti si sono coinvolti ed impegnati al 110%.
In cosa consistono??
Sono dei veri e propri giochi e prove fisiche di assoluto divertimento che “nascondono” nello stesso tempo delle importanti “learning experience”… Dovevate vederli: uno spettacolo!!!.. ed è stato ancora più bello vedere con quanta attenzione ed entusiasmo ogni singola persona partecipasse anche allo “sharing” (condivisione) finale..(che è la parte più importante!!)
Che dire..Ragazzi..Spero proprio che adesso facciate tesoro dei giorni passati insieme (anche perchè..dobbiamo far vedere chi siamo ai colleghi “polentoni”!!!!) e ovviamente..andate alla grande!!!
Vi ringrazio ancora per le belle giornate e le belle emozioni che mi avete fatto vivere e arrivederci alla prossima puntata.

Il vostro coach Ale

Al sud come al nord..bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto!

dicembre 18th, 2008 . by Alessio Spataro

Spesso si sente dire che al Sud ci sia poco da fare, poco interesse per le cose, poca motivazione… bè da quando sono a Potenza in maniera più costante ho avuto il piacere e la soddisfazione di constatare proprio il contrario. Come sempre. dipende da te, dalle cose che vuoi vedere e su cui ti vuoi più focalizzare.
Dico questo..perché in neanche due mesi di Potenza..ho avuto già modo di conoscere e di lavorare con un sacco di persone realmente interessate al mondo del coaching (nello studio, nello sport, in aziende) e della crescita personale!
Oltre al Master di Memoria e lettura veloce tenuto a metà  Novembre con 25 persone (da cui sono nati immediatamente 8-9 collaboratori..CHE HANNO UNA GRAN VOGLIA DI CRESCERE E METTERSI IN GIOCO!!), ho fatto 4 giorni di corso sulla comunicazione, coaching e gestione emozioni per le sedi di Potenza e Matera di un importante ente nazionale.
Ho già avviato due programmi di coaching e consulenza in due aziende potentine che comprenderranno per tutto il 2009 corsi di gruppo, sessioni individuali di Business e Life coaching con titolari e dipendenti.
Sono ospite ogni settimana di una trasmissione sportiva che ha dimostrato grande interesse al “mio mondo” (e per questo devo ringraziare e dare merito al giornalista Giovanni Salvia e a tutta la redazione per la sua grande apertura mentale, per il suo desiderio di conoscere e di aprirsi alle “nuove frontiere dello sport”).
Sto facendo delle coaching personali con imprenditori, medici, sportivi.. e, soprattutto, ho conosciuto delle persone importanti sia del mondo del calcio che del basket con le quali…. a cose definite… vi racconterò!
Non sto dicendo queste cose per tessere le mie lodi, ma per sottolineare ancora una volta una cosa: sì,è vero, ci sono delle persone chiuse, rigide, poco motivate al miglioramento, o comunque molto scettiche (anzi “prevenute”..che PRE-GIUDICANO ancora prima di conoscere!!!).. ma queste ci sono ovunque, al Sud come Nord e come al Centro Italia, ma ci sono anche tante tante persone che vogliono crescere, dimostrano apertura (almeno quella!!), amano il miglioramento e lo sviluppo personale e desiderano imparare! Ed io amo lavorare proprio con queste persone!! Perchè sono quelle persone che partano sì scettiche..(chi non lo è un minimo quando si parla di Coaching Mentale!), ma non si fanno bloccare dalla novità (anzi per qualcuno..dalla paura dell’ignoto), ma anzi si fidano e si affidano e..guarda caso sono quelle che ottengono i migliori risultati!
Amo il Coaching Mentale, amo il mio lavoro proprio per questo, per le incredibili soddisfazioni che quotidianamente mi dà  !! E’ semplicemente bellissimo vedere lo scetticismo iniziale che alla fine del lavoro diventa ENTUSIASMO E SODDISFAZIONE, le paure e le insicurezze che diventano CORAGGIO E DETERMINAZIONE.
Che dire bellissimo… STRAORDINARIAMENTE APPASSIONANTE!!!
E visto che mi nutro di queste “magiche pozioni”, preferisco assolutamente vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto!!

Una Sport Coaching stupenda…

dicembre 5th, 2008 . by Alessio Spataro

Con Francesco è stata subito “intesa a prima vista”..
Del resto non poteva essere altrimenti con un ragazzo così intelligente, maturo e recettivo!!
Con lui ci siamo sempre e solo sentiti per telefono, e ieri è stato il nostro primo incontro di persona.
Ne è uscita una stupenda Sport Coaching della durata di 3 e mezza..e come lui stesso ha detto:”sono letteralmente volate!!”
Abbiamo lavorato su più cose: atteggiamento mentale, convinzioni, linguaggio, concentrazione..
Ci tenevo a dargli subito un pò di cose (anche se andranno poi “metabolizzate” e approfondite) dato che già oggi è volato per il Portogallo per dei test molto importanti!!
E già ..Francesco è un giovane pilota, (a quanto si dice molto bravo), che ha deciso di intraprendere un lavoro di coaching mentale per poter migliorare ulteriormente i suoi risultati.
Sono certo che ci riuscirà , perchè è un ragazzo davvero in gamba!!! Ha in sè tutte le carte in regola: umiltà, intelligenza, apertura mentale, ambizione, determinazione..insomma tutte le risorse per fare sempre meglio!!
Per cui Francesco vai alla grande, metti subito in pratica tutto ciò che abbiamo fatto insieme e, soprattutto, divertiti!!
Aspetto tue notizie..ed in bocca al lupo!!!

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