Il Mental Coach parla del Mental Coaching
This is The Header Then

Un pò di storia sul Mental Coaching…

maggio 31st, 2010 . by Alessio Spataro

La crescente e rapida diffusione di esperienze di coaching nei contesti di lavoro, personali o sportivi, ha creato negli ultimi anni una grossa curiosità attorno al mondo del Mental Coaching, mista alla voglia di capire in che cosa consista davvero questo insieme di attività.
Il coaching nasce, in primo luogo, come un servizio di consulenza esclusivo per le persone che operano in posizioni importanti per una organizzazione, ma, soprattutto negli ultimi anni, è diventato qualcosa di più. E’ ormai divenuto uno straordinario strumento di crescita e miglioramento caratterizzato da un insieme di tecniche finalizzate ad aiutare la persona a migliorare la propria prestazione, a motivarsi all’impegno, a sviluppare competenze professionali o personali e a potenziare la consapevolezza di possederle.
Il Mental Coaching trae l’ispirazione iniziale da pratiche proprie dell’ambito sportivo, arrivando nel mondo del lavoro e in ambito personale, condividendo in qualche modo il raggiungimento di obiettivi di eccellenza e di miglioramento delle prestazioni.
Infatti, il coaching si diffonde negli Stati Uniti degli anni ’50-’60, quando gli allenatori sportivi, i coach appunto, capirono l’importanza e la necessità, oltre l’addestramento fisico dell’atleta, di un approccio più completo, che includesse anche “allenamenti” sugli aspetti mentali ed emozionali. Il coach è così la figura che aiuta il campione a:
- sviluppare le sue competenze, dall’allenamento fisico alla preparazione mentale;
- gestire meglio lo stress e le emozioni;
- stimolare la sua motivazione;
- predisporsi al meglio per la gara;
- ottimizzare le sue performance attraverso un accompagnamento multidimensionale che unisce corpo e spirito.

Il boom che il coaching ha avuto anche in Italia negli ultimi 10 anni è dovuto al fatto che ormai un qualsiasi individuo, oltre a dover rispondere alle esigenze di ordine tecnico di un lavoro, è sempre più spinto anche verso competenze di natura relazionale ed emozionale, per le quali spesso si trova non preparato, ma che sono indispensabili alla creazione di un valore aggiunto per sé e per gli altri. Oggi più che in passato può risultare importante per un individuo sviluppare a pieno le proprie competenze e il proprio potenziale, mantenere un equilibrio tra sapere, saper fare e saper essere.

Il processo di accompagnamento attuato dal coaching intende fornire alcune risposte a questa ricerca affinché la persona possa raggiungere un soddisfacente punto di equilibrio.

Il Mental Coaching…

maggio 21st, 2010 . by Alessio Spataro

Sono sempre più numerose e “specifiche” le domande che oggigiorno le persone si pongono circa il Coaching Mentale, la PNL, le loro applicazioni e il mondo della crescita personale in genere.

A partire da questo post, vorrei creare una presentazione approfondita sul ruolo del Mental Coach e sul Coaching Mentale, sulle sue origini e, soprattutto, sul suo attuale utilizzo come strumento verso la“peak performance” nelle aziende (business e executive coaching), nella sfera privata di una persona (life coaching), ed in ambito sportivo (sport coaching).

Dato che ci sono, ad ogni modo, ancora dei dubbi su alcuni aspetti, mi preme chiarire, in particolare, gli obiettivi e gli argomenti su cui il Mental Coaching interviene, le sue modalità ed i suoi tempi di attuazione, ed il tipo di rapporto che si instaura tra i protagonisti del coaching mentale: il “Mental Coach” ed il suo cliente, il “coachee”.
Nel nostro “viaggio” sul Mental Coaching, infine, andremo a parlare anche dell’evoluzione del servizio di coaching che c’è stato negli ultimi anni e, in particolare, del tipo di rapporto del coaching con i nuovi media.
Faremo un rapido excursus dei nuovi media che strada facendo si sono inseriti nel mondo del coaching e perché no.. mi piacerebbe condividere con tutti voi come “i nuovi media” siano stati utilizzati nella mia esperienza e attività lavorativa.. (lo devo ammettere, non ne sapevo molto!).


(mi preparo ai monitor di Magny Cours per assistere un pilota di GP2)

Insomma, come tutte le attività che vogliono rivelarsi di successo e garantire determinati risultati ai propri clienti, anche (anzi, direi, a maggior ragione) il Mental Coaching deve dimostrare di essere sempre al passo con i tempi e parlare la lingua che più viene utilizzata!

Rimanete sintonizzati..perchè conoscerete tante cose nuove e molto interessanti!

Buon week end a tutti.

Il Mental Coach…

maggio 12th, 2010 . by Alessio Spataro

Negli ultimi anni il fenomeno del coaching ha avuto un vero e proprio “boom”.

Forse sarà il fascino del “ruolo del coach”, il richiamo della “libera professione”, il desiderio di importanza e l’opportunità di poter diventare un riferimento per qualcun altro.

Ad ogni modo, oggigiorno si sente sempre più parlare di coaching e del Mental Coach.

Ormai sono davvero tanti gli ambiti in cui il Mental Coach può esercitare la propria competenza:

lo Sport Coaching, il Business Coaching, il Life coaching, il Team Coaching, il Learing Coaching (per poter migliorare le proprie capacità nello studio e nell’apprendimento in genere)..
Insomma ormai della parola “coach” se ne sta facendo un abbondante utilizzo (se non abuso).. (vedi “voice coach”, “shopping coach”, ecc ecc… )

Se da una parte il marketing porta a questo fenomeno, dall’altra non si può dimenticare il fine ultimo che ogni VERO COACH, dotato di ampie conoscenze, grande esperienza e, non ultimo, grande senso etico, deve sempre tener presente: la crescita ed il miglioramento delle persone.

Un coach che non metta al primo posto questo obiettivo fondamentale, non può essere considerato un buon Mental Coach.

Ecco perchè è di assoluta importanza cercare, informarsi, testare e (solo alla fine) selezionare quel Mental Coach che più di tutti ha conquistato appieno la nostra fiducia.

Cosa dobbiamo ricercare in un buon Mental Coach?
Senza alcun dubbio, queste carattersitiche:
- empatia (ovvero una grande capacità di ascolto e di saper entrare in sintonia con chiunque)
- grandi capacità comunicative, (del resto, come potrebbe insegnare ad altre persone a migliorare nella comunicazione e nella capacità di relazionarsi con l’esterno se non ne è lui il primo BUON esempio?) :-)
- competenza e professionalità, (conosce in maniera approfondita le tecniche di coaching, di PNL, di NAC, di NEI..o altro?)
- uno “smisurato entusiasmo” e “una infinita passione” per il proprio lavoro, ma, soprattutto…
- totale e sincero interesse verso la persona e un incondizionato amore per la sua crescita personale, professionale e/o sportiva.

E’ comprensibile che siano qualità difficili da trovare (di solito è già difficile trovarne solo alcune in un’unica persona, figuriamoci tutte insieme!!!), :-) … ma non impossibile.
Fortunatamente ci sono tanti professionisti del coaching mentale che, nonostante non avessero inizialmente tutte queste qualità, negli anni hanno saputo sviluppare anche quelle di cui mancavano.. dimostrazione che nessuno “nasce imparato” ma che volere è potere!.

Voglio salutarti con un semplice messaggio:
“Tutto si può acquisire e raggiungere se sviluppi dentro di te una STRA-ORDINARIA determinazione e una INCROLLABILE perseveranza!!!”

Parola di coach!!!

Nei prossimi post parleremo in particolare delle caratteristiche del Mental Coach in ambito Sportivo!

Che straordinario Excellence Coaching!!!

maggio 5th, 2010 . by Alessio Spataro

Sono passati solo tre giorni dalla fine dell’Excellence Coaching..ma a me sembra di essere ancora lì!!!
Per me è stato davvero bellissimo essere presente a ReggioEmilia perchè purtroppo, per impedimenti vari, era più di un anno che non facevo il mental coach per uno dei vari team del corso.
Ho avuto l’occasione di ritrovare vecchi amici e colleghi, ma soprattutto di rifare una “doccia rigenerante”… di quelle che lasciano il segno! E già.. chi pensa che i mental coach non debbano mai fare del lavoro su di sè, ahimè, sbaglia di grosso.
Questa edizione è stata davvero speciale perchè c’erano tante persone e tutte hanno dimostrato una gran voglia di mettersi in gioco: sono uscite, anzi, si sono “scaraventate” fuori dalla loro zona di comfort e hanno così dato un notevole contributo al successo dell’intero corso!
Molti di loro hanno dimostrato con i fatti (e non con le parole) una straodinaria leadership personale, un’incredibile umiltà e desiderio di affrontare le loro sfide personali: come si suol dire hanno guidato con l’esempio e hanno tracciato la strada spianandola completamente per il resto dei partecipanti.
Ci tengo a fare i miei sentiti complimenti a tutti loro.. sono stati un vero modello da seguire e da cui imparare. Non posso non citare Giovanna, Jane, Enzo, Alessandro, Daniele, Cristina, Daria, Dante e sua figlia Giada, Giuseppe..e la lista sarebbe ancora lunga: grazie, grazie di cuore per quello che ci avete dato!
Inoltre vorrei salutare e congratularmi con le persone del mio team che senza ombra di dubbio hanno dato il meglio per sè e per gli altri: un calorosissimo abbraccio in stile Excellence a tutti e, ovviamente, anche ai grandi assistenti Renato e Elena, avete fatto un lavoro super!!!
Direi che siete stati proprio il team n.1!!!!!
Il vostro coach Alessio.